Arte e cultura
Il photobooth di Franco Vaccari alla Biennale di Venezia del 1972
Le immagini dei visitatori sono diventate parte del lavoro, piuttosto che souvenir fuori di esso.
Immaginate di entrare in una sala espositiva dove la vostra visita può lasciare una traccia visibile. L’installazione del 1972 di Franco Vaccari offrì al pubblico una macchina fotografica e invitò le persone a lasciare fotografie sulle pareti circostanti.
Cosa registra l'archivio
La scheda ASAC della Biennale di Venezia nomina l’installazione Esposizione in tempo reale e la colloca nella 36ª Esposizione internazionale d’arte del 1972. Descrive la macchina e l’invito scritto rivolto ai visitatori. Documenta un’installazione, non una raccolta convenzionale di ritratti preselezionati.
Prova: Archivio della mostra
Una parete che cambia
La distinzione è importante quando si esamina la documentazione. Una fotografia della sala coglie una fase di un’attività in corso. Non può mostrare il contributo di ogni visitatore né tutte le diverse disposizioni sulla parete. Una veduta dell’installazione va letta come un momento del processo, non come l’unico aspetto permanente dell’opera.
Un modesto adattamento per una riunione
È possibile prendere in prestito l'ampia idea di una parete verticale in crescita senza riprodurre l'opera di Vaccari. Dare agli ospiti una scelta chiara tra mantenere una striscia e contribuire una copia. Lasciare spazio per arrivi successivi, evitare di fare la partecipazione obbligatoria e fotografare il display a intervalli concordati in modo che la sua modifica disposizione possa essere ricordata.
Fonti e approfondimenti
Fonti per i fatti specifici e le descrizioni dei prodotti di cui sopra. I nostri esempi pratici, interpretazioni e suggerimenti pratici costituiscono una guida editoriale originale.
- La Biennale di Venezia, ASAC — Franco Vaccari, 1972Archivio della mostra